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MONITORAGGIO DEI PREZZI

Uno sconto si dimostra con lo storico, non con il cartello.
Negli annunci, nei negozi online e in giorni come il Black Friday.

  1. 01 / 08L’offerta

    Un cliente vede uno sconto del 50%

    Una borsa a 198 €, con il prezzo di prima barrato: 398 €. Pensa di risparmiare 200 €.

  2. 02 / 08L’annuncio

    Lo sconto comincia dall’annuncio

    L’annuncio promette il 50% e indica un prezzo precedente: 398 €. Una percentuale o un prezzo barrato sono già un annuncio di riduzione di prezzo. La domanda è quando la borsa è costata tanto.

  3. 03 / 08Il negozio online

    Il prezzo barrato è durato solo una settimana

    Il negozio ha alzato il prezzo a 398 € per sette giorni e poi lo ha barrato. Negli altri 23 giorni del mese la stessa borsa costava 210 €.

  4. 04 / 08La regola

    Il prezzo precedente è il più basso degli ultimi 30 giorni

    Ogni annuncio di riduzione di prezzo deve indicare il prezzo precedente: il più basso applicato alla generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti (Codice del consumo, articolo 17-bis). Qui sono 210 €, non 398 €, e lo sconto reale è del 6%.

  5. 05 / 08I giorni speciali

    Alzare prima per abbassare al Black Friday

    La regola vale per tutti gli annunci di riduzione, in ogni canale di vendita, Black Friday compreso. Alzare il prezzo qualche giorno prima non cambia il prezzo precedente: resta il più basso dei trenta giorni.

  6. 06 / 08Lo squilibrio

    Chi non gonfia il prezzo parte svantaggiato

    Il «−50%» si prende i clic, a scapito del negozio che tiene lo stesso prezzo tutto il mese, anche se la differenza reale è di pochi euro.

  7. 07 / 08La vigilanza

    Registriamo il prezzo ogni giorno

    Conserviamo il prezzo di ogni prodotto monitorato, con schermata, data, ora e URL. Quando arriva l’offerta, lo storico esiste già.

  8. 08 / 08Il report

    Uno storico che chiunque può verificare

    Il report serve al consumatore che dubita di un’offerta, al piccolo negozio che vuole controllare una grande catena e all’azienda che monitora chi applica sconti su prezzi gonfiati. Se ci sono annunci, trasmettiamo il fascicolo alla piattaforma pubblicitaria; tu o il tuo consulente potete segnalare il caso all’AGCM.

    Uno sconto si dimostra con lo storico. Non con il cartello.

Descrizione di ogni scena
  1. Un cliente vede uno sconto del 50%. Scheda prodotto di un negozio online: «Borsa a mano», con il prezzo «398 €» barrato, il prezzo «198 €» e l’etichetta «−50%». A destra, sotto la scritta «Che cosa pensa il cliente», un grande «−50%» e l’etichetta «Risparmio: 200 €».
  2. Lo sconto comincia dall’annuncio. Nel motore di ricerca si digita «borsa offerta». Compaiono due annunci: «Borsa −50%», con «Black Friday · Prima 398 € · Ora 198 €», che viene incorniciato in rosso, e «Borsa a mano · 219 €», con «Lo stesso prezzo tutto il mese». A destra, una scheda «Che cosa dice l’annuncio» con «Prima 398 €» e «Ora 198 € · −50%», e sotto la domanda «Quando costava 398 €?».
  3. Il prezzo barrato è durato solo una settimana. La scheda prodotto, con un cerchio rosso che pulsa sul prezzo barrato. A destra, un grafico «Prezzo degli ultimi 30 giorni»: il prezzo resta a 210 €, sale a 398 € e scende a 198 €. Sotto, due etichette: «398 € solo per 7 giorni» e «210 € negli altri 23 giorni».
  4. Il prezzo precedente è il più basso degli ultimi 30 giorni. Il grafico del prezzo, in grande, con una fascia «30 giorni precedenti» e una linea tratteggiata su «Prezzo più basso: 210 €». A destra, una scheda con tre righe: «Indicato come prezzo precedente», 398 €, barrato e con una croce; «Prezzo più basso in 30 giorni», 210 €, con un segno di spunta; e «Sconto reale», 6%, con un segno di spunta.
  5. Alzare prima per abbassare al Black Friday. Un calendario di quattro settimane. Il primo giorno segna 210 €. Sette giorni prima del Black Friday le caselle diventano rosse e compare «398 €» con una freccia verso l’alto. La casella del venerdì dell’ultima settimana è evidenziata con «198 €» e la scritta «Black Friday · −50%». A destra, tre avvisi: «Aumenta 7 giorni prima», «−50% al Black Friday» e «12 € meno di un mese fa».
  6. Chi non gonfia il prezzo parte svantaggiato. Un cursore fa clic sull’annuncio «Borsa −50%» e compaiono tre icone del carrello; l’altro annuncio si attenua. Una bilancia si inclina: pesa di più «−50% da cartello» rispetto a «Prezzo reale».
  7. Registriamo il prezzo ogni giorno. Il faro di VigiaLabs scorre sul grafico e sulla linea del prezzo compare un punto per ogni rilevazione. Un fascicolo raccoglie quattro dati: «Prezzo registrato ogni giorno», «Annunciato: prima 398 €», «Più basso in 30 giorni: 210 €» e «Sconto reale: 6%», accanto a «schermata · data · ora · URL».
  8. Uno storico che chiunque può verificare. Dal fascicolo partono tre percorsi verso «Consumatori», «Piccoli negozi» e «Grandi aziende». Compare «Report con lo storico», con «Registro giornaliero del prezzo» e «Avviso se il prezzo cambia». Nella scheda prodotto, il prezzo barrato diventa 210 € e l’etichetta «−6%».

IN BREVE

Il prezzo barrato è durato solo una settimana

Il negozio ha alzato il prezzo a 398 € per sette giorni e poi lo ha barrato. Negli altri 23 giorni del mese la stessa borsa costava 210 €.

01

L’offerta

Uno sconto confronta due prezzi: quello di adesso e quello di prima.

02

L’annuncio

Il prezzo di prima compare anche negli annunci, barrato o in percentuale.

03

Il negozio online

Alcuni negozi alzano il prezzo per qualche giorno per poi barrarlo.

04

La regola

La legge dice qual è il prezzo precedente: il più basso degli ultimi 30 giorni.

05

I giorni speciali

Il Black Friday non fa eccezione: la regola è la stessa.

06

La vigilanza

VigiaLabs registra il prezzo ogni giorno, così lo storico esiste prima dell’offerta.

IL NOSTRO APPROCCIO

Evidenze prima delle supposizioni.

Cosa analizziamo

  • Ricerche e località definite
  • Messaggi e offerte osservati
  • Storico di annunci e destinazioni

Il tuo vantaggio

Contesto competitivo per rivedere il posizionamento e sostenere le raccomandazioni con esempi.

  1. 01

    Registriamo il prezzo ogni giorno

    Conserviamo il prezzo di ogni prodotto monitorato, con schermata, data, ora e URL. Quando arriva l’offerta, lo storico esiste già.

  2. 02

    Il prezzo precedente è il più basso degli ultimi 30 giorni

    Ogni annuncio di riduzione di prezzo deve indicare il prezzo precedente: il più basso applicato alla generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti (Codice del consumo, articolo 17-bis). Qui sono 210 €, non 398 €, e lo sconto reale è del 6%.

  3. 03

    Uno storico che chiunque può verificare

    Il report serve al consumatore che dubita di un’offerta, al piccolo negozio che vuole controllare una grande catena e all’azienda che monitora chi applica sconti su prezzi gonfiati. Se ci sono annunci, trasmettiamo il fascicolo alla piattaforma pubblicitaria; tu o il tuo consulente potete segnalare il caso all’AGCM.

PER CHI

Lo stesso storico serve a chi compra e a chi compete.

Il monitoraggio dei prezzi è disponibile per i privati e per le imprese di qualsiasi dimensione.

01

Consumatori

Prima di comprare, verifica quanto è costato davvero il prodotto negli ultimi trenta giorni. Se lo sconto non torna, hai lo storico e le schermate per fare una segnalazione.

02

Piccoli negozi

Controlla i grandi: verifica se le loro campagne partono da prezzi davvero applicati. L’AGCM interviene anche su istanza di chiunque vi abbia interesse, e la segnalazione online è aperta anche alle imprese.

03

Grandi aziende

Monitora i concorrenti che annunciano sconti su prezzi gonfiati, nei loro negozi e negli annunci, e documenta ogni caso con data, ora e schermata.

CHE COSA SI APPLICA IN ITALIA

Tre casi, la stessa domanda: qual era il prezzo di prima.

La regola dei trenta giorni è nel Codice del consumo dal 2023. Cambia il luogo in cui compare lo sconto, non il modo di calcolarlo.

01

Falsi sconti negli annunci

Secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la regola riguarda tutti gli annunci di riduzione, in ogni canale di distribuzione, compresi quelli generali, per esempio uno sconto del 20% su tutti gli articoli. Lo sconto si calcola sul prezzo precedente (Corte di giustizia dell’UE, causa C-330/23). È inoltre ingannevole la pratica che induce in errore sull’esistenza di uno specifico vantaggio quanto al prezzo (Codice del consumo, articolo 21).

02

Falsi sconti nei negozi online

Il prezzo precedente è il più basso applicato nei trenta giorni precedenti, e si calcola sul canale di vendita online; anche l’etichetta con il prezzo barrato è un annuncio di riduzione. Tra il 2025 e il 2026 l’AGCM ha sanzionato più volte l’uso di prezzi barrati mai applicati e di prezzi promozionali pari o superiori al più basso dei trenta giorni, con importi da 400.000 a 3.000.000 di euro.

03

Falsi sconti nei giorni speciali

Il Black Friday non ha una disciplina a sé: vale la stessa regola dei trenta giorni. Nelle vendite straordinarie lo sconto va espresso in percentuale sul prezzo normale di vendita, che deve essere comunque esposto (D.Lgs. 114/1998, articolo 15). I periodi dei saldi di fine stagione sono fissati dalle regioni.

Che cosa prevede la regola italiana

  • Riduzioni progressive: il prezzo anteriore alla prima riduzione
  • Prodotti agricoli e alimentari deperibili: esclusi
  • Meno di trenta giorni sul mercato: va indicato il periodo
  • Prezzi di lancio e vendite sottocosto: esclusi

Fonti ufficiali consultate il 6 e il 7 ottobre 2026.

Caso illustrativoVL / PRICE
Che cosa dice l’annuncioBorsa −50%Black Friday · Prima 398 € · Ora 198 €
Prezzo degli ultimi 30 giorniIndicato come prezzo precedente398 €Prezzo più basso in 30 giorni210 €Sconto reale6%
L’annuncioIl negozio onlineI giorni speciali

La regola

Il prezzo precedente è il più basso degli ultimi 30 giorni

Ogni annuncio di riduzione di prezzo deve indicare il prezzo precedente: il più basso applicato alla generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti (Codice del consumo, articolo 17-bis). Qui sono 210 €, non 398 €, e lo sconto reale è del 6%.

I giorni specialiLa regola vale per tutti gli annunci di riduzione, in ogni canale di vendita, Black Friday compreso. Alzare il prezzo qualche giorno prima non cambia il prezzo precedente: resta il più basso dei trenta giorni.

  • 01Prezzo registrato ogni giorno
  • 02Annunciato: prima 398 €
  • 03Più basso in 30 giorni: 210 €
  • 04Sconto reale: 6%

GLOSSARIO

I termini e le fonti, in chiaro.

Ogni caso è documentato con fonti e contesto. L’ambito viene concordato per mercato; i riferimenti di questa pagina riguardano il diritto italiano.

Prezzo precedente
Il prezzo più basso applicato dal professionista alla generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti la riduzione (Codice del consumo, articolo 17-bis).
Annuncio di riduzione di prezzo
Ogni messaggio che presenta un prezzo come ribassato, in qualsiasi canale di vendita: una percentuale, un prezzo barrato, uno «sconto del 20% su tutti gli articoli».
Prezzo barrato
Il prezzo di prima mostrato accanto al nuovo. Deve essere il prezzo precedente definito dalla legge, non un prezzo mai applicato.
Prezzo consigliato
Prezzo suggerito dal produttore. Il confronto con questo prezzo non è un annuncio di riduzione del proprio prezzo, ma non deve indurre in errore.
Saldi
Le vendite di fine stagione, una delle vendite straordinarie insieme a quelle di liquidazione e promozionali. Periodi e durata sono fissati dalle regioni.
Direttiva Omnibus
Direttiva (UE) 2019/2161. Ha aggiunto alla direttiva 98/6/CE l’articolo 6 bis, che fissa il prezzo precedente in tutta l’Unione europea.
Storico dei prezzi
Registro del prezzo di un prodotto giorno per giorno, con cui si verifica qual era il più basso prima dell’offerta.
Schermata
Immagine della pagina o dell’annuncio così come appariva, con data, ora e indirizzo.

DOMANDE FREQUENTI

Chi gonfia il prezzo prima di scontarlo parte avvantaggiato.

Il «−50%» si prende i clic, a scapito del negozio che tiene lo stesso prezzo tutto il mese. Uno storico dei prezzi datato aiuta chi non gonfia il prezzo a competere ad armi pari.

Come si capisce se uno sconto è reale?

Confrontandolo con il prezzo precedente, cioè il più basso applicato alla generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti (Codice del consumo, articolo 17-bis). VigiaLabs conserva ogni giorno il prezzo di ogni prodotto monitorato, con schermata, data, ora e URL: quando arriva l’offerta, lo storico esiste già.

Un concorrente annuncia sconti su prezzi gonfiati. Che cosa posso fare?

Puoi documentarlo con uno storico datato e segnalarlo. L’AGCM interviene anche su istanza di chiunque vi abbia interesse, e la segnalazione online è aperta anche alle imprese. Se ci sono annunci, VigiaLabs trasmette il fascicolo alla piattaforma pubblicitaria; all’AGCM puoi rivolgerti tu o il tuo consulente.

In Italia la regola dei trenta giorni vale anche per il Black Friday?

Sì. Il Black Friday non ha una disciplina a sé: vale la stessa regola dei trenta giorni, e alzare il prezzo qualche giorno prima non cambia il prezzo precedente. Tra il 2025 e il 2026 l’AGCM ha sanzionato più volte l’uso di prezzi barrati mai applicati e di prezzi promozionali pari o superiori al più basso dei trenta giorni, con importi da 400.000 a 3.000.000 di euro.

Può usarlo un consumatore, un’associazione dei consumatori o un piccolo negozio?

Sì. Il monitoraggio dei prezzi è disponibile per i privati e per le imprese di qualsiasi dimensione. Il consumatore verifica quanto è costato davvero il prodotto prima di comprare; il piccolo negozio controlla se le campagne dei grandi partono da prezzi davvero applicati. In entrambi i casi ci sono lo storico e le schermate per fare una segnalazione.

Una percentuale o un prezzo barrato in un annuncio valgono come sconto?

Sì. Una percentuale o un prezzo barrato in un annuncio sono già un annuncio di riduzione di prezzo, e lo sconto si calcola sul prezzo precedente, secondo la Corte di giustizia dell’UE (causa C-330/23). Per il Ministero delle Imprese e del Made in Italy la regola riguarda tutti gli annunci di riduzione, in ogni canale di distribuzione.

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