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Tutela DOP e IGP

VINO E BEVANDE SPIRITOSE

Una denominazione di origine non è uno stile di vino.
Negli annunci, nei negozi online, nei marketplace e nei domini.

  1. 01 / 08Il nome

    Chianti, Franciacorta, Grappa: nomi che non sono di tutti

    Chianti, Franciacorta o Grappa sono nomi iscritti nel registro dell’Unione europea. Può usarli solo chi commercializza un prodotto conforme al relativo disciplinare.

  2. 02 / 08L’annuncio

    Anche «metodo Franciacorta» evoca il nome

    Il regolamento vieta l’usurpazione, l’imitazione e l’evocazione, anche se il nome è accompagnato da espressioni quali «genere», «tipo» o «metodo». L’annuncio sfrutta una reputazione che non è sua.

  3. 03 / 08Il negozio online

    Indicare la vera origine non basta

    Un negozio specializzato vende un’acquavite «tipo Grappa» prodotta in un altro Paese, e lo dichiara. Il divieto vale anche se l’origine vera del prodotto è indicata.

  4. 04 / 08Il marketplace

    Quattro annunci, due usi impropri

    La protezione si applica anche ai prodotti venduti a distanza, come nel commercio elettronico. Nello stesso elenco convivono il vino tutelato e quelli che ne prendono soltanto il nome.

  5. 05 / 08Il dominio

    Il nome protetto, dentro l’indirizzo web

    Le stesse regole si applicano a tutti i nomi di dominio accessibili nell’Unione. Un dominio che usa il nome per vendere un altro vino rientra nella protezione.

  6. 06 / 08La norma

    Che cosa vieta l’articolo 26

    Vini e bevande spiritose condividono con gli alimenti la protezione del regolamento (UE) 2024/1143: contro qualsiasi impiego commerciale, diretto o indiretto, per prodotti comparabili che non sono oggetto di registrazione, contro l’usurpazione, l’imitazione e l’evocazione, e contro qualsiasi indicazione falsa o ingannevole, anche sulle interfacce online.

  7. 07 / 08La vigilanza

    VigiaLabs cerca dove compare il nome

    Esaminiamo annunci, negozi online, marketplace e domini alla ricerca del nome protetto. Ogni rilievo viene conservato con la schermata datata, l’indirizzo web, il venditore e l’espressione usata.

  8. 08 / 08Il fascicolo

    La prova, pronta per chi deve agire

    Il consorzio di tutela riceve il fascicolo. Con la sua autorizzazione, avvisiamo l’inserzionista o il negozio e notifichiamo la piattaforma: ciò che viola l’articolo 26 è considerato contenuto illegale e qualsiasi individuo o ente può notificarlo.

    Il nome torna a significare origine.

Descrizione di ogni scena
  1. Chianti, Franciacorta, Grappa: nomi che non sono di tutti. Una finestra del browser con la scritta «Tre nomi registrati nell’Unione europea» e tre bottiglie, ciascuna con categoria e nome: una di vino, «Vino rosso», «Chianti»; un’altra di vino, «Vino spumante», «Franciacorta»; e una di bevanda spiritosa, trasparente, «Bevanda spiritosa», «Grappa». Sopra le prime due compare un sigillo dorato con le lettere «DOP»; sopra la terza, «IG». A destra, sotto la scritta «Che cosa garantisce il nome», un grande sigillo «DOP» e l’etichetta «Origine e metodo controllati».
  2. Anche «metodo Franciacorta» evoca il nome. Nel motore di ricerca si digita «franciacorta». Compaiono due annunci: «Spumante metodo Franciacorta», con «Consegna in 24 h · Prodotto fuori zona», che viene incorniciato in rosso, e «Franciacorta DOCG», con «Tutelato dalla denominazione di origine». A destra, una scheda «Che cosa dice l’annuncio» con «Metodo Franciacorta» e «Consegna in 24 h», e sotto l’etichetta «Anche “metodo” evoca il nome».
  3. Indicare la vera origine non basta. La scheda prodotto di un negozio online, con il percorso «Home › Distillati › Acquaviti»: una bottiglia trasparente di bevanda spiritosa, il titolo «Acquavite tipo Grappa», con «tipo Grappa» in rosso e sottolineato, la riga «Origine: un altro Paese», il prezzo «14,90 €» e il pulsante «Aggiungi al carrello». A destra compaiono tre etichette numerate: «Usa il nome senza averne diritto», «“Tipo” non lo evita» e «Nemmeno indicare l’origine vera».
  4. Quattro annunci, due usi impropri. Un marketplace, con il percorso «Marketplace › Vino rosso», mostra quattro annunci di vino: «Vino rosso Chianti DOCG», del Venditore A, che riceve un segno di spunta; «Vino rosso tipo Chianti», del Venditore B, e «Sangiovese gusto Chianti», del Venditore C, che vengono incorniciati in rosso e ricevono una croce; e «Vino rosso secco», del Venditore D, senza alcun segno. A destra, tre etichette numerate: «4 annunci dello stesso prodotto», «2 usano il nome senza diritto» e «La vendita a distanza è compresa».
  5. Il nome protetto, dentro l’indirizzo web. Sotto la scritta «Indirizzo del negozio», una grande barra degli indirizzi mostra «chianti-online.example», con «chianti» in rosso, e viene incorniciata in rosso. Sotto, il negozio di quel dominio: «Vini rossi da 3,90 €» e tre bottiglie. A destra, tre etichette numerate: «Il nome protetto, nel dominio», «Dominio accessibile nell’Unione» e «Valgono le stesse regole».
  6. Che cosa vieta l’articolo 26. L’elenco del marketplace, con i suoi segni, e a destra una scheda «Regolamento (UE) 2024/1143 · Articolo 26: protezione» con tre righe che ricevono un segno di spunta: «Uso commerciale per altri prodotti», «Vietato»; «Imitazione o evocazione», «Vietate»; e «Commercio elettronico e domini», «Compresi».
  7. VigiaLabs cerca dove compare il nome. Il faro di VigiaLabs scorre sull’elenco del marketplace e su ogni annuncio compare un punto di acquisizione. Un fascicolo raccoglie quattro dati: «Schermata datata di ogni annuncio», «Espressione usata: tipo Chianti», «Venditore e indirizzo web» e «Art. 26, reg. (UE) 2024/1143», accanto a «Schermata · data · ora · URL».
  8. La prova, pronta per chi deve agire. Dal fascicolo partono tre percorsi verso «Consorzio», «Inserzionista» e «Piattaforma». Compare «Fascicolo con la prova», con «Notifica di contenuto illegale» e «Verifica fino alla correzione». Nella finestra tornano le tre bottiglie tutelate, ciascuna con il suo sigillo e un segno di spunta.

IN BREVE

Chianti, Franciacorta, Grappa: nomi che non sono di tutti

Chianti, Franciacorta o Grappa sono nomi iscritti nel registro dell’Unione europea. Può usarli solo chi commercializza un prodotto conforme al relativo disciplinare.

01

Il nome

Un nome registrato può essere usato solo per un vino o una bevanda spiritosa conforme al suo disciplinare.

02

L’annuncio

«Tipo», «metodo» o «gusto» non evitano la violazione: sono comunque evocazione.

03

Il negozio online

Indicare l’origine vera del prodotto non autorizza a usare il nome.

04

Il marketplace

La protezione copre anche la vendita a distanza, marketplace compresi.

05

Il dominio

Le stesse regole valgono per i nomi di dominio accessibili nell’Unione.

06

La vigilanza

VigiaLabs cerca il nome e conserva ogni rilievo con la sua prova.

IL NOSTRO APPROCCIO

La tua reputazione va oltre il tuo sito.

Cosa analizziamo

  • Menzioni ed elementi del marchio
  • Appartenenza alla rete dichiarata
  • Modifiche alle pagine osservate

Il tuo vantaggio

Visibilità sulle possibili confusioni che riguardano il tuo marchio e i partner autorizzati.

  1. 01

    VigiaLabs cerca dove compare il nome

    Esaminiamo annunci, negozi online, marketplace e domini alla ricerca del nome protetto. Ogni rilievo viene conservato con la schermata datata, l’indirizzo web, il venditore e l’espressione usata.

  2. 02

    Che cosa vieta l’articolo 26

    Vini e bevande spiritose condividono con gli alimenti la protezione del regolamento (UE) 2024/1143: contro qualsiasi impiego commerciale, diretto o indiretto, per prodotti comparabili che non sono oggetto di registrazione, contro l’usurpazione, l’imitazione e l’evocazione, e contro qualsiasi indicazione falsa o ingannevole, anche sulle interfacce online.

  3. 03

    La prova, pronta per chi deve agire

    Il consorzio di tutela riceve il fascicolo. Con la sua autorizzazione, avvisiamo l’inserzionista o il negozio e notifichiamo la piattaforma: ciò che viola l’articolo 26 è considerato contenuto illegale e qualsiasi individuo o ente può notificarlo.

PER CHI

Chi tutela una denominazione deve vedere dove si vende il suo nome.

L’Italia ha 522 nomi di vino registrati, 411 DOP e 111 IGP, e 36 indicazioni geografiche di bevande spiritose. Nel 2024 il valore del vino DOP e IGP imbottigliato ha raggiunto 11,04 miliardi di euro, secondo il Rapporto Ismea-Qualivita 2025.

01

Consorzi di tutela

Scopri in quali annunci, negozi e domini compare il nome della denominazione e chi lo usa senza averne diritto. I consorzi dei vini collaborano alla tutela e alla salvaguardia delle DOP e delle IGP da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni e uso improprio, e svolgono la vigilanza, prevalentemente nella fase del commercio, in collaborazione con l’ICQRF (legge 238/2016, articolo 41). Il regolamento europeo consente inoltre ai gruppi di produttori di monitorare e verificare l’uso del nome sul mercato, anche sulle interfacce online (articolo 32). Il nostro lavoro viene prima: trovare i casi e consegnarti il fascicolo con la prova.

02

Cantine e distillerie certificate

Chi rispetta il disciplinare compete con chi si limita a prendere il nome. Il fascicolo mostra, caso per caso, che cosa viene offerto, dove e con quali parole.

03

Studi legali e consulenti in proprietà industriale

Ricevi i fatti già documentati, con schermata, data e indirizzo web, per una diffida, una notifica alla piattaforma o un’azione giudiziaria. Per i vini, chi nella designazione e presentazione usurpa, imita o evoca una denominazione protetta, anche se l’origine vera del prodotto è indicata, è soggetto, salvo che il fatto costituisca reato, a una sanzione amministrativa da 2.000 a 13.000 euro (legge 238/2016, articolo 74, comma 3). Contraffare o alterare indicazioni geografiche o denominazioni di origine di prodotti agroalimentari è un delitto, punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro (codice penale, articolo 517-quater).

CHE COSA HA DETTO LA CORTE DI GIUSTIZIA

Tre sentenze che segnano fin dove arriva la protezione.

Sono state pronunciate sulle norme precedenti del vino e delle bevande spiritose. Dal 2024 la protezione degli uni e delle altre è nell’articolo 26 del regolamento (UE) 2024/1143.

01

Anche di fronte ai servizi

In Spagna alcuni bar di tapas si promuovevano con il segno «Champanillo». Nel 2021 la Corte ha dichiarato che la protezione riguarda condotte relative sia ai prodotti che ai servizi, e che l’evocazione si configura quando l’uso di una denominazione produce, nella mente del consumatore europeo medio, un nesso sufficientemente diretto e univoco con il nome protetto (causa C-783/19).

02

Il nome come ingrediente

Un sorbetto era venduto come «Champagner Sorbet». Nel 2017 la Corte ha dichiarato che usare il nome protetto nella denominazione di un alimento che lo contiene come ingrediente ne sfrutta la notorietà se l’alimento non ha, come caratteristica essenziale, un gusto conferito principalmente da quell’ingrediente (causa C-393/16).

03

Dire la vera origine non basta

Un whisky prodotto in Germania era venduto come «Glen Buchenbach», a fronte dell’indicazione «Scotch Whisky». Nel 2018 la Corte ha dichiarato che, per accertare l’evocazione, non occorre tener conto del contesto né del fatto che il nome sia corredato da una precisazione circa la vera origine del prodotto (causa C-44/17).

Vini DOP (DOCG e DOC)

  • Chianti
  • Chianti Classico
  • Barolo
  • Barbaresco
  • Brunello di Montalcino
  • Franciacorta
  • Amarone della Valpolicella
  • Prosecco
  • Asti
  • Soave
  • Lambrusco di Sorbara
  • Montepulciano d’Abruzzo
  • Primitivo di Manduria
  • Taurasi
  • Etna
  • Vermentino di Gallura

Vini IGP (IGT)

  • Toscano / Toscana
  • Terre Siciliane
  • Puglia
  • Salento
  • Veneto
  • Isola dei Nuraghi

Bevande spiritose

  • Grappa
  • Grappa di Barolo
  • Grappa trentina / Grappa del Trentino
  • Brandy italiano
  • Mirto di Sardegna
  • Nocino di Modena
  • Liquore di limone di Sorrento
  • Liquore di limone della Costa d’Amalfi
  • Genepì del Piemonte
  • Genepì della Valle d’Aosta

Vino aromatizzato

  • Vermut di Torino / Vermouth di Torino

Fonti ufficiali consultate il 7 ottobre 2026. Le cifre del registro sono un conteggio a quella data.

Caso illustrativoVL / VINO
Marketplace › Vino rossoVino rosso Chianti DOCGVenditore AVino rosso tipo ChiantiVenditore BSangiovese gusto ChiantiVenditore CVino rosso seccoVenditore D
Che cosa dice l’annuncioSpumante metodo FranciacortaConsegna in 24 h · Prodotto fuori zona
L’annuncioIl marketplaceIl dominio

La norma

Che cosa vieta l’articolo 26

Vini e bevande spiritose condividono con gli alimenti la protezione del regolamento (UE) 2024/1143: contro qualsiasi impiego commerciale, diretto o indiretto, per prodotti comparabili che non sono oggetto di registrazione, contro l’usurpazione, l’imitazione e l’evocazione, e contro qualsiasi indicazione falsa o ingannevole, anche sulle interfacce online.

La vigilanzaEsaminiamo annunci, negozi online, marketplace e domini alla ricerca del nome protetto. Ogni rilievo viene conservato con la schermata datata, l’indirizzo web, il venditore e l’espressione usata.

  • 01Schermata datata di ogni annuncio
  • 02Espressione usata: tipo Chianti
  • 03Venditore e indirizzo web
  • 04Art. 26, reg. (UE) 2024/1143

DAVANTI ALLA PIATTAFORMA

Decide la piattaforma. Il fascicolo dimostra che è stata informata.

La decisione di rimuovere un annuncio spetta alla piattaforma. Un fascicolo con evidenze datate e verificabili dimostra che è stata informata: il regolamento sui servizi digitali la obbliga a trattare la segnalazione, a decidere con diligenza e a comunicare la sua decisione e, se l’illegalità è evidente e non agisce immediatamente, può perdere l’esenzione di responsabilità di cui gode.

Che cosa impone il regolamento alla piattaforma

  • Confermare la ricezione della segnalazione
  • Decidere in modo diligente e non arbitrario
  • Comunicare la decisione e i mezzi di ricorso
  • Sospendere chi pubblica con frequenza contenuti manifestamente illegali

Che cosa una segnalazione non garantisce

Nessuna segnalazione garantisce la rimozione. L’esenzione si valuta annuncio per annuncio: lo storico non rende la piattaforma responsabile di ciò che non le è stato segnalato, e la piattaforma può smettere di trattare le segnalazioni di chi le invia senza fondamento.

  1. 01

    Una segnalazione che la piattaforma può verificare

    Ogni segnalazione identifica l’annuncio con il suo indirizzo esatto, spiega perché è illegale e allega evidenze datate che un terzo può verificare. La piattaforma può accertare il fatto senza indagare per conto proprio.

  2. 02

    Uno storico di segnalazioni e risposte

    VigiaLabs conserva ogni segnalazione inviata e ogni decisione della piattaforma, con le relative date. Se l’annuncio ricompare, viene documentato di nuovo e aggiunto allo stesso storico.

  3. 03

    Se la violazione continua

    Lo storico dimostra che cosa sapeva la piattaforma e da quando. Il regolamento le impone di sospendere, dopo un avviso preventivo, chi pubblica con frequenza contenuti manifestamente illegali.

  4. 04

    Se la piattaforma non interviene

    La sua decisione può essere contestata presso la piattaforma stessa per sei mesi. Se non tratta le segnalazioni con diligenza, tu o il tuo consulente potete presentare un reclamo all’AGCOM, coordinatore dei servizi digitali in Italia.

GLOSSARIO

I termini e le fonti, in chiaro.

Ogni caso è documentato con fonti e contesto. L’ambito viene concordato per mercato; i riferimenti di questa pagina riguardano il diritto italiano.

DOP del vino
Nome di un vino la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente a un particolare ambiente geografico, ottenuto da uve che provengono esclusivamente dalla zona e prodotto in quella zona (regolamento (UE) n. 1308/2013, articolo 93).
IGP del vino
Nome di un vino le cui qualità, reputazione o altre caratteristiche sono attribuibili alla sua origine geografica, ottenuto con uve che provengono per almeno l’85% dalla zona e prodotto in quella zona (regolamento (UE) n. 1308/2013, articolo 93).
DOCG, DOC e IGT
Le menzioni specifiche tradizionali italiane dei vini: DOCG e DOC designano i vini DOP; IGT, i vini IGP. In etichetta possono comparire da sole o insieme alle espressioni europee DOP e IGP (legge 238/2016, articolo 28).
Indicazione geografica di una bevanda spiritosa
L’unico regime di protezione delle bevande spiritose, che non distingue tra DOP e IGP: identifica una bevanda spiritosa come originaria di un territorio quando una determinata qualità, la reputazione o altre caratteristiche sono essenzialmente attribuibili alla sua origine geografica (regolamento (UE) 2019/787). Lo sono Grappa e Mirto di Sardegna.
Disciplinare
Documento che fissa le caratteristiche del prodotto, la zona e il metodo di ottenimento. Solo un prodotto che lo rispetta può portare il nome.
Evocazione
Si configura quando l’uso di una denominazione produce, nella mente del consumatore europeo medio, un nesso sufficientemente diretto e univoco con il nome protetto. Il nesso può risultare, tra l’altro, dall’incorporazione parziale del nome o dall’affinità fonetica e visiva (Corte di giustizia, causa C-783/19).
Consorzio di tutela
Consorzio riconosciuto dal Ministero per una DOP o IGP del vino, costituito fra i soggetti inseriti nel sistema di controllo della denominazione. Collabora alla tutela e alla salvaguardia della denominazione da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni e uso improprio; se raggiunge la rappresentatività richiesta dalla legge, può agire in tutte le sedi giudiziarie e amministrative (legge 238/2016, articolo 41).
Agenti vigilatori
Agenti incaricati dai consorzi della vigilanza, svolta prevalentemente nella fase del commercio: verificano, tra l’altro, che prodotti similari non ingenerino confusione nei consumatori e non rechino danni alle produzioni DOP e IGP. Può essere loro attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza (legge 238/2016, articolo 41, comma 5).
ICQRF
Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, presso il Masaf. I consorzi dei vini svolgono la vigilanza in collaborazione con l’ICQRF e sotto il suo coordinamento (legge 238/2016, articolo 41).
Interfaccia online
Qualsiasi software, compresi i siti web o parti di essi, e le applicazioni, incluse quelle mobili: per esempio un negozio online o un marketplace.
Contenuto illegale
Informazione non conforme al diritto dell’Unione o di uno Stato membro. Ciò che viola la protezione di un nome registrato lo è ai sensi del regolamento sui servizi digitali.

DOMANDE FREQUENTI

Chi prende il nome di una denominazione di vino parte avvantaggiato.

Un «tipo Chianti» o un «metodo Franciacorta» vendono con una reputazione costruita dalle cantine che rispettano il disciplinare. Sorvegliare dove compare il nome le aiuta a competere ad armi pari.

Si può pubblicizzare un vino come «tipo Chianti» o uno spumante come «metodo Franciacorta»?

No, se il prodotto non è conforme al disciplinare della denominazione. Il regolamento (UE) 2024/1143 vieta l’usurpazione, l’imitazione e l’evocazione, anche se il nome è accompagnato da espressioni quali «genere», «tipo» o «metodo». L’annuncio sfrutta una reputazione che non è sua.

Che cosa può fare un consorzio di tutela davanti a un negozio online o a un dominio che usa il suo nome?

Può documentarlo e intervenire. VigiaLabs esamina annunci, negozi online, marketplace e domini e consegna il fascicolo al consorzio di tutela. Con la sua autorizzazione, avvisiamo l’inserzionista o il negozio e notifichiamo la piattaforma: ciò che viola l’articolo 26 del regolamento (UE) 2024/1143 è considerato contenuto illegale e qualsiasi individuo o ente può notificarlo.

La mia cantina è certificata per una denominazione. Che cosa comporta per me chi usa il nome senza averne diritto?

Compete con te senza rispettare il disciplinare. Chianti, Franciacorta o Grappa sono nomi iscritti nel registro dell’Unione europea, e può usarli solo chi commercializza un prodotto conforme al relativo disciplinare. Il fascicolo mostra, caso per caso, chi usa il nome, dove e con quali parole.

Indicare la vera origine del vino evita la violazione?

No. Il divieto vale anche se l’origine vera del prodotto è indicata. Nel 2018, nel caso di un whisky prodotto in Germania e venduto come «Glen Buchenbach», la Corte di giustizia dell’Unione europea ha dichiarato che, per accertare l’evocazione, non occorre tener conto del contesto né di una precisazione circa la vera origine del prodotto (causa C-44/17).

La denominazione è protetta anche nei confronti di bar, negozi o altri servizi che usano il nome?

Sì. In Spagna alcuni bar di tapas si promuovevano con il segno «Champanillo», e nel 2021 la Corte di giustizia dell’Unione europea ha dichiarato che la protezione riguarda condotte relative sia ai prodotti che ai servizi (causa C-783/19).

Che cosa succede se la piattaforma non rimuove l’annuncio segnalato?

La decisione spetta alla piattaforma, ma ne resta traccia. VigiaLabs conserva ogni segnalazione, con le sue evidenze datate, e ogni risposta ricevuta. Il regolamento sui servizi digitali obbliga la piattaforma a decidere con diligenza e, se l’illegalità è evidente e non agisce immediatamente, può perdere l’esenzione di responsabilità. Con questo storico, tu o il tuo consulente potete presentare un reclamo alla piattaforma stessa o all’AGCOM.

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